Massimiano di Pola

Il 14 ottobre del 546, a Patrasso, Massimiano fu consacrato vescovo da Papa Vigilio per volontà dell’imperatore Giustiniano.
Massimiano
Massimiano di Pola, mosaico nella Basilica di San Vitale, Ravenna, VI secolo

Il 14 ottobre del 546, a Patrasso, Massimiano fu consacrato vescovo da Papa Vigilio per volontà dell’imperatore Giustiniano. Andrea Agnello, autore del Liber Pontificalis della chiesa ravennate, straordinario testo del IX secolo, ci restituisce un articolato racconto della sua vita, ricco di riferimenti simbolici, probabilmente la biografia più bella tra tutte quelle presenti.  Subito, di lui ci viene detto che «era di alta statura, di corporatura esile, macilento in volto, calvo sul capo, con pochi capelli e occhi azzurri, bello nell’aspetto generale» una descrizione che non può non evocare il suo volto solenne come ancora oggi lo si può ammirare nella Basilica di San Vitale. Don Mario Mazzotti, a commento di questo straordinario mosaico, scrisse parole intense: Massimiano «ha in mano la croce gemmata, lo precedono i suoi diaconi, lo segue Giustiniano, che sta per trasmettergli le offerte liturgiche. È raffigurato nella pienezza della sua dignità e delle sue funzioni vescovili (…). Ha di contro l’Augusta e sopra il Cristo trionfatore. Credo si possa affermare, che in questa raffigurazione è in sintesi tutta l’attività svolta da quest’uomo, la cui figura si staglia ancora gigante nella storia di Ravenna che pure è così ricca di uomini di eccezionale valore ed i cui nomi, attraverso i secoli, rimangono indelebilmente uniti alle glorie nostre e non solo nostre». E il suo nome, Maximianus, ancora compare indelebile nelle tessere di mosaico su un prezioso fondo oro. 

https://www.ravennaedintorni.it/rd-blog/cartoline-da-ravenna/

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