La visione di San Romualdo

L'altare di Sant'Apollinare posto nel mezzo nella navata centrale della Basilica di Sant’Apollinare in Classe evoca diverse leggende.
Altare di Sant'Apollinare
Altare di Sant'Apollinare, Basilica di Sant'Apollinare in Classe

Il piccolo altare posto nel mezzo nella navata centrale della Basilica di Sant’Apollinare in Classe evoca diverse leggende: la sepoltura di Sant’Apollinare, il luogo nel quale era ricordato un pozzo che raccoglieva il sangue versato dai primi martiri e la visione di San Romualdo. Egli, di origine ravennate, fondò l’Ordine Camaldolese i cui monaci, per secoli, hanno custodito la Basilica e il corpo del Protovescovo.

San Pier Damiano, autore della Vita di Romualdo, racconta che mentre egli si trovava a Classe per espiare i peccati del padre ebbe in dono la visione di Sant’Apollinare. Mentre si trovava nel monastero di Classe un converso lo esortava ad abbracciare la vita monastica e un giorno entrambi decisero di passare la notte in preghiera:

«Mentre ambedue attendevano pazientemente in preghiera nel silenzio notturno, ecco che, sul primo cantare del gallo, il beato Apollinare, chiaramente visibile ai due, uscì di sotto l’altare, che appare in mezzo alla chiesa, costruito in onore della beata Vergine Maria. Lo si vide uscire dalla parte orientale, laddove cioè c’è la lastra di porfido. Contemporaneamente tanto splendore riempì tutta la chiesa come se il sole incanalasse i raggi del suo fulgore tra quelle pareti. Allora il beatissimo martire, mirabilmente ornato con i paramenti sacerdotali, recando in mano un turibolo d’oro, incensò tutti gli altari della chiesa; ciò fatto, immediatamente rientrò da dove era uscito, e subito tutto quello splendore che lo seguiva scomparve».

Giovanni Gardini

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San Romualdo fondatore dei monaci camaldolesi: